Fratellone che sei in Cielo, io lo so che su una qualche nube, proprio sopra le nostre teste, hai assistito anche tu al concerto. Il tuo "mostrillo" è stato davvero bravo, nonostante fosse terribilmente emozionato. Se devo dirti la verità, pareva una copia sputata di te qualche secolo fa, quando salivi sul palco, assolutamente black dressed con tanto di kefiah attorno al collo. E se fino ad ora ho terminato tre pacchetti di fazzoletti di carta non è solo a causa della comprensibile commozione "de zzìa", ma anche perchè avrei voluto condividere con te questo momento, e non ho potuto. In tanti avremmo voluto che tu fossi con noi, a scambiarci grandi pacche sulla spalla, ma il Grande Metronomo anni fa ha deciso diversamente. E' a causa di questo che , pur felici, siamo anche un po' tristi. Non eri con noi. Anche se sono assolutamente certa che, in questo preciso istante, te ne stai andando in giro per il Paradiso dei rockettari a dar di gomito alle altre anime beate a dire "Ehy you, camarillo brillo, quello là sotto è mio figlio che suona. Senti che roba!!!". Io lo so quanto saresti stato orgoglioso di lui. E' un bravo figliolo, metallaro ma bravo, non avresti potuto farlo migliore di così.....
sabato 27 settembre 2008
Core de zzìa
Fratellone che sei in Cielo, io lo so che su una qualche nube, proprio sopra le nostre teste, hai assistito anche tu al concerto. Il tuo "mostrillo" è stato davvero bravo, nonostante fosse terribilmente emozionato. Se devo dirti la verità, pareva una copia sputata di te qualche secolo fa, quando salivi sul palco, assolutamente black dressed con tanto di kefiah attorno al collo. E se fino ad ora ho terminato tre pacchetti di fazzoletti di carta non è solo a causa della comprensibile commozione "de zzìa", ma anche perchè avrei voluto condividere con te questo momento, e non ho potuto. In tanti avremmo voluto che tu fossi con noi, a scambiarci grandi pacche sulla spalla, ma il Grande Metronomo anni fa ha deciso diversamente. E' a causa di questo che , pur felici, siamo anche un po' tristi. Non eri con noi. Anche se sono assolutamente certa che, in questo preciso istante, te ne stai andando in giro per il Paradiso dei rockettari a dar di gomito alle altre anime beate a dire "Ehy you, camarillo brillo, quello là sotto è mio figlio che suona. Senti che roba!!!". Io lo so quanto saresti stato orgoglioso di lui. E' un bravo figliolo, metallaro ma bravo, non avresti potuto farlo migliore di così.....
martedì 16 settembre 2008
...A.B.Normal is back!
Scorrendo il mio blog roll, questa mattina ho dato uno sguardo al diario di Baol e per fortuna che sono in ufficio da sola, perchè ho pianto. Ho pianto per la rabbia provata a leggere cose come questa, pianto per la gratuita umiliazione con cui si è voluto colpire il più indifeso degli indifesi, pianto per il disgusto senza fine provato per la pochezza intellettuale e morale con cui certa gente gestisce la relazione di sè con la comunità umana. Conosco alcuni bimbi autistici e conosco anche la quotidiana, lacerante battaglia condotta dalle loro famiglie: vi assicuro, da loro ho imparato il vero significato della parola "eroismo", non da chi, con un bazooka in mano, si pregia di difendere interessi privati spacciandoli per interessi della collettività.1) al "signor" fotografo: in primis, curati l'ulcera. In secondo luogo, spero che la tua macchina fotografica abbia da ora in avanti schifo a lavorare con te e ti gratifichi con foto sfocate, storte e senza senso, e sopra tutte si materializzi la scritta "COGLIONE". Spero che l'obiettivo da Xmila euro ti cada a terra e, se mai non dovesse rompersi, spero che tutte le lenti interne si diano alla pazza gioia disponendosi nelle posizioni più disparate; spero che, alla prossima pulizia, ti si righi irrimediabilmente il sensore. Mi auguro vivamente che, quando ti presenterai per il prossimo lavoro, ti trattino come una merda dicendo che i tuoi scatti fanno schifo e chiedendoti, ridendo come pazzi, dove hai trovato il coraggio di presentarti. Lo hai capito adesso cosa vuol dire sentirsi impotenti di fronte all'insensibilità altrui?
2) alla gentile signorina del Carrefour di Assago auguro di trovare il prossimo lavoro in barba alla normativa Carfagna, chissà che non trovi più spunti per imparare il significato della parola "sensibilità", "compassione", "dignità umana". Sono certa che imparerebbe anche a rapportarsi meglio col pubblico. Col cuore, visto che col cervello....
3) all'omino del computer, auguro che si moltiplichino sulla rete immagini di lui mentre cammina per strada urlando nel telefonino e, non avendolo visto, finisce inghiottito da un tombino delle fogne, dalle quali riemergerà in miserrime condizioni e, non trovando nessuno disposto a trasportarlo, gli tocchi di farsi cinque chilometri a piedi tra la folla per arrivare a casa, dove la moglie gli vieterà di entrare così conciato e lui dovrà spogliarsi di tutto coram populo e ricevere secchiate d'acqua sulla pubblica via prima di accedere al portone. Chissà che non impari cosa vuol dire sentirsi umiliato dagli altri senza aver fatto nulla per meritarselo. Stronzo!
Al bimbo che non parla col mondo, auguro invece che Saetta gli corra incontro per portarlo con sè in una parte di mondo dove sono più importanti i bisogni, quelli veri, della gente, e non quante foto si devono fare per potersi comprare il tappetino per auto in pelle di Karibù, e che d'ora in avanti tutti ci comportiamo secondo il detto: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Lo ha detto uno che di umiliazioni se ne intendeva, e credo che molti di noi proprio per questo lo amino...
lunedì 15 settembre 2008
Richard is gone to the dark side of the moon
Don't be afraid to care.
Leave but don't leave me.
Look around and choose your own ground.
Long you live and high you fly
And smiles you'll give and tears you'll cry
And all you touch and all you see
Is all your life will ever be.
Dig that hole, forget the sun,
And when at last the work is done
Don't sit down it's time to dig another one.
But only if you ride the tide
And balanced on the biggest wave
You race towards an early grave
domenica 14 settembre 2008
Cascaronmi le braccia...
venerdì 5 settembre 2008
lunedì 1 settembre 2008
Io, schiava Isaura
Ora, son tre giorni che l'infida bestiaccia pretende a gran voce il ripetersi del mistero gaudioso della moltiplicazione del latte e dei pesci. Un gesto umanitario, opps, felinario è divenuto legge: pappa si serva a un sì valente gatto, abbiam già messo la firma sul contratto. Mi sembra di essere la schiava Isaura, sottomessa a ordini superiori. Speriamo che la SUA famiglia torni presto...
mercoledì 27 agosto 2008
Pionta Guinness, le do thoil!
martedì 5 agosto 2008
Quando la realtà supera la fantasia...
sabato 2 agosto 2008
Slán agat!
Per rendere dolce il distacco da casa. Già da qualche mattina, il Gatto Culone esce da casa sua e si piazza davanti al mio cancello attendendo che io mi estrofletta a missile da casa per andare a lavorare. Deve aver capito che tra un po' andrò in ferie, e mi aspetta per farsi dare la sua dose di grattini con gli interessi, perchè in genere, deciso che ne ha avuti abbastanza, interrompe la pratica con un tentativo di morso e in questi ultimi giorni non l'ha mai fatto. Se potessi, lo metterei in valigia, quel gattaccio snob e infingardo: non potendo, un libro su un gatto altrettanto snob e infingardo me lo ricorderà....
Tra me ed Herrkomm vige ormai da molti anni la simpatica abitudine di regalarci dei libri. Nel corso del tempo, abbiamo dato vita a una specie di rito secondo il quale io regalo a lui ogni nuova uscita di Camilleri, e lui regala a me qualsiasi Baricco esca in libreria. Con la differenza che io Camilleri lo leggo sempre volentieri, lui Baricco non lo vuol vedere neanche in figurina. Peggio per lui, mi dico. Anche se a volte sono tentata di dargli ragione.....Ecco qui l'ennesimo libro di Tiziano Terzani. Ho iniziato a leggere i suoi scritti, come tanti, dopo la sua morte, e in questi anni ho sperato che un giorno mi sarei svegliata e avrei posseduto il suo rigore intellettuale, magari il suo coraggio e la sua capacità di vedere le cose e riuscirle a interpretare. Non ci sono ancora riuscita, ma non ho ancora perso la speranza....
Come sarà leggere un libro così tra i pascoli e i dun della verde Irlanda? E che ci azzeccano Lawrence d'Arabia, C.S. Lewis e il Medio Oriente del post Grande Guerra con le brume che sto per fendere? Dopo "Q", un libro che accende la mia curiosità....

Ho però il sospetto che sia un'occasione in più per bere birra in compagnia....

Mi piace Baricco, dicevo. Però.... Questo è un libro che mi han regalato da un po' e che ho iniziato a leggere alcune volte, non riuscendo mai ad andare avanti, nonostante che la prosa baricchiana abbia una non comune capacità di attrarre la mia attenzione e di imprigionarla nelle sue spire. Visto che mi sento in colpa per non essere ancora riuscita a raggiungere la fine di questo scritto, me lo porto dietro, quando non avrò più nulla da leggere, sarò pur costretta ad andare avanti con questo...
Ho finalmente terminato la mia lista. E' giunto quindi il momento di iniziare a pensare alla mia valigia, sento già i richiami delle brughiere e pregusto l'umido friccicore della birra scura. Slán agat, arrivederci a tutti, se non mi perdo nella nebbia ci vediamo a settembre, o giù di lì....
Ho un solo dubbio: quante paia di mutande mi porto dietro???
mercoledì 23 luglio 2008
Note dal bosco

Tra le manifestazioni d'estasi delle suddette fanciulle, caracolla finalmente in scena un giovane uomo in felpa-con-cappuccio- jeans-allstar, tutto rigorosamente black version, un nembo di scuri capelli ricci e occhiali cerchiati in nero che, tenendo tra le mani il più classico dei microfoni a gelato, inizia a parlare con una vocina esile esile e veloce veloce, come se il dover parlare a tanta gente costasse uno sforzo che è meglio far durare il meno possibile. Forse non si trova ancora a suo agio su questo palco, in questa serata freddolina, ventosa e striata di nubi, con tutta quella gente che lui sa esserci, ma che non riesce a vedere tra i fasci di luce delle decine di riflettori che rovesciano su di lui i loro colori. Caro Allevi, non mi sento molto a mio agio neppure io. Qualche sera fa, durante uno degli aperitivi che riuniscono a cadenza quasi settimanale le quattro Grazie del Collettivo Dinomeneghin, avevo buttato là un "Ho preso i biglietti per il concerto di Allevi" ed era partita una discussione che riuniva in confronto tra loro Stephen Schlaks (sob), Stefano Bollani e il suddetto che non aveva raccolto poi molti consensi. Per dirla in breve, io son lì, in platea, tremebonda e dubbiosa, che aspetto l'inizio del concerto; lui là, sul palco, con la sua vocina in soffio che racconta dei suoi inizi e del raggio di sole che in un lontano mattino gli aveva fatto nascere in testa una musica e poi, curvo sulla tastiera, fa partire quella stessa musica, e la sua diteggiatura urgente ha suonato note che non stavano su pentagramma ma su pellicola, immagini e non battute, respiri e sensazioni, non pause e movimenti. Noi dalla platea stiamo assistendo non a un concerto, ma a una specie di esperimento alla Frankenstein Junior nel quale energie vengono trasfuse dall'omino avvongolàto sul panchetto ai tasti del piano a coda. Mi prende il panico, non so mica se sono in grado di comprendere questo dialogo serrato e personale tra l'Ascolano e il suo strumento, io avevo comprato il biglietto per un concerto di musica e questo NON è, o non è solo, un concerto di musica. Sono lì, seduta su una poltroncina di una scomodità micidiale, ho freddo e mi sento esclusa. Passano i brani e vedo intorno a me ragazzine in lacrime abbracciarsi tra loro e sospirare, e non riesco a capire perché: devo essere entrata ufficialmente nella Matusalemmaggine. Decido infine di stracicciarmene, noi Matusa non saremo gggiòvani, ma abbiamo esperienza da vendere, vèmòlè se non riesco IO a capire tutto e meglio di queste squinzie idolatranti! Sta per assalirmi la Tigna Major, quando l'omino ricciuto attacca "Aria": era ora, un pezzo che conosco. E, finalmente, scopro il segreto: segui le note e il loro scorrere (go with the flow, si diceva...), rilassati, ascolta e non porti problemi, questa è musica, non un trattato di composizione, godine quello che puoi, sei lì per questo. Ecco la chiave, chiudi gli occhi e parti. Se non son note ma immagini, lascia liberi i tuoi pensieri di scoprirle o di reinventarle a loro modo. Il gioco di rincorrere visioni musicali si rafforza con l'entrata in scena dell'orchestra, e sul finale, quando vedo tra le note i trecento anelli dell'abete-Allevi, con la targhetta in bronzo riportante la sua dichiarazione di appartenenza al Grillo Sonante, posso dire finalmente che il genio dell'Entusiasmo è venuto a farmi visita. Nei meandri della mia mente, la mia immagine cammina in mezzo a un bosco di abeti che parlano anche a me. Non so se ho compreso, e poco importa, perché non sono più esclusa....
lunedì 21 luglio 2008
Cuckoo Cocoon, have I come to, too soon for you?
Se un brutto giorno
si avvicinasse alla mia persona
ed un primario dal camice bianco
scuotendo il capo con ciondolìo stanco
dicesse a tutti: Signori miei cari,
non ci son cure, a noi sanitari
del quadro clinico le risultanze
dicono che non ci son più speranze,
vi lascio detto, in tutta coscienza,
quello che voglio che accada in mia assenza.
Se sul lettino di un ospedale
mi sdraierò ormai qual vegetale,
io lo so bene, non tra le insalate
ma al Cimitero vorrò mi portiate.
Non mi attaccate ad alcun macchinario,
vieto a chiunque l’imporre il contrario.
Non vorrò sonde, cateteri, tubi,
nulla che a oltranza il Riposo mi rubi,
‘chè se davvero son giunta alla fine,
fate il piacere, staccate le spine.
Se Fisichella, il gran Cardinale
si avvicinasse al mio capezzale,
prego l’Altissimo d’incenerirlo
e d’una saetta la lingua colpirlo.
Se Giulianone trovasse da dire,
questo anatema lo possa investire:
il suo intestino non trovi più sfogo,
muoia per stipsi il gran demagogo.
Dio degli eserciti, su questo il tuo vice
sa ben quel che pensa, ma non quello che dice:
perchè, se dall’alto han deciso ch’io spiri,
sol grazie all’Enel ei vuol ch’io respiri?
Caro Signore, quaggiù sulla terra
il Tuo segretario a Pietà fa la guerra;
mandagli un angelo, un sogno, un copóne (2)
perché capisca ben la situazione:
quando il mio filo
non è un tiarato che il modo decide:
è un mio diritto, se Su mi si chiama,
partire in barba a qualsiasi proclama....
1) Omaggio a Pietro Vanessi
2) Dicasi “copóne” un colpo bastevolmente secco inferto col palmo aperto della mano sul coppetto di colui che si sarà meritato il gesto.
giovedì 17 luglio 2008
mercoledì 9 luglio 2008
sabato 5 luglio 2008
mercoledì 18 giugno 2008
Estiquaatsi...
martedì 17 giugno 2008
Cinque canzoni per meeee posson bastareeee
Ora, io dovrei indicare le cinque canzoni che ritengo essere le più belle di tutti i tempi (tralasciando magari il periodo tra Palestrina e il Trio Lescano) e poi dovrei passare la scelta a cinque altre persone, fornendo loro il link di chi mi ci ha tirato dentro (vedi sopra). Prendetevela con lei, please...
Ho vissuto tutta la mia vita con l'orecchio attaccato a un riproduttore sonoro, di brani strepitosi ne conosco a carrettate e mi è assai difficile dover operare una scelta. Quindi, vorrei indicare quelle canzoni che in un qualche modo sono collegate ad alcune tappe fondamentali della mia esistenza.
1) Rocky Roberts - Stasera mi butto. Chi di voi nel giugno 19XX era al bagno Arlecchino a Zisnàtic? Forse vi ricorderete allora di una ciuffolina di un anno e mezzo che scuoteva il sederotto cantando questa canzone a squarciagola. Vi è andata bene, non ho trovato il video di Gianni Morandi che cantava "Bella Belinda innamorata piange a dirotto sull'insalata". Una hit indimenticabile, sappiate che ne esiste ancora una cover performata dalla sottoscritta e incisa su un nastro con il quale la mia carissima zia Cicci mi ricatta tutt'ora... Ho vissuto i miei primi anni nell'attesa della messa in onda di "Bandiera gialla", potrei elencare tutte le canzoni trasmesse fino all'inizio degli anni '70, epoca in cui scoprii i Nomadi. Augusto Daolio per me era una sorta di fratellone maggiore...
4) Scissor Sisters - I don't feel like dancin'. Arriviamo quasi ai giorni nostri, mi fermo solo un attimo al mio annus horribilis. Questa canzone mi ha dato tanta allegria in un momento in cui ne avevo bisogno. Che Dio benedica 'sti pazzi scatenati!
5) Ligabue - Certe notti. Ricordando i tempi dell'Università, la sera si partiva da Matusèl per fare il giro delle Osterie di Bologna, cantavamo questa canzone sotto i portici la notte, raccogliendo tanti epiteti e sberleffi ma nessun pitale volante. Bei tempi.... Allegasi cover interessante e molto attuale.
venerdì 6 giugno 2008
martedì 3 giugno 2008
I love this game!
lunedì 26 maggio 2008
Minstrel Boy
venerdì 23 maggio 2008
Do you remember...
Mercoledì pomeriggio lavoravo alla postazione del capo. Dietro di me, una grande vetrina dà su uno stradello del centro storico, una di quelle stradine dove chi riesce a parcheggiare la propria automobile poi la lascia lì almeno due settimane per approfittare quanto più possibile della Sorte Benigna. Tempo bruttissimo, acqua a catinelle, durante la mattinata un fulmine si è abbattuto sul vicino palazzo del Comune senza tuttavia riuscire a beccare il Sindaco ("Scusi, sono il Fulmine e non ho appuntamento, vorrei conferire col Primo Cittadino, grazie"). Mi giro e con occhio torvo guardo Cielo Pluvio maledicendo le matrigne divinità del meteo e mi vedo, al riparo nel vano esterno della vetrina, un gattone certosino di assai nobile aspetto, acquattato e decisamente arrabbiato, sfuggito nel momento sbagliato alle amorose cure della nonnina che abita di fronte all'ufficio. Richiamatane dalla sottoscritta l'attenzione, il micio lancia uno sguardo assassino che denota un profondissimo disprezzo nei confronti di quell'esemplare di "Stupido umano" che al di là del vetro, e quindi ben al riparo dalle intemperie, fa boccacce e versi inconsulti per, probabilmente, cercare di carpire la sua felina benevolenza. Fosse stato un fumetto, credo avrebbe prodotto un balloon del tipo "Ma va' a dar via i...". Fine delle trasmissioni. Non sapendo il nome della bestia in questione, nell'ormai vano tentativo di suscitarne nuova attenzione mi son messa a sciorinare una sequela di nomi da gatto (da notare, sempre dall'interno dell'ufficio, praticamente sotto vuoto spinto...) e mi è venuto fuori anche un "Balthazar". Urca, Balthazar. Aspettaspetta, cos'era Balthazar? Un' illuminazione repentina ha portato le mie sinapsi a connettersi. Professor Balthazar, I suppose. Quando ancora vedevamo Telecapodistria. Eccolo qui. Enjoy it!martedì 13 maggio 2008
Avviso ai naviganti
Seguendo le indicazioni del lunario di Barbanera, unica auctoritas riconosciuta dalla sottoscritta quando si tratta di cimentarsi con vasi e terra, ho finalmente piantato i peperoncini rossi tondi, i cui frutti sono destinati ad essere riempiti. Attendo consigli (Amelia, questo è per te, ma non solo....)lunedì 5 maggio 2008
Non c'è trippa per gatti....
Quasi sei giorni per riprendermi dallo choc. Le mie fosche pupille hanno registrato incredule le immagini della peggiore partita di basket mai vista in tanti anni di onorata carriera di frequentatrice delle zitadonesi gradinate. Ho visto cose che voi umani (fortunelli...) non potete neanche immaginare. Palloni inopinatamente ma sistematicamente distribuiti ai piccioni piuttosto che ai propri compagni, l'elemento fondamentale che si disfa (ahia...) la caviglia ancor prima dello scadere del secondo minuto di gioco, un granitico centro che, con espressione tipicamente tamopiobove invita il tiratore avversario a entrare sottocanestro direttamente dalla linea di fondo mentre la difesa invita l'attacco nemico al picnic nell'area colorata, tiratori colti da improvviso strabismo incapaci di far entrare il pallone in una vasca da bagno, giocatori di provata esperienza colpiti da amnesia che vagolano per il campo come grosse quaglie impazzite, un coach che tiene in panchina praticamente tutto il quarto tempo gli unici due giocatori che hanno dimostrato di avere ancora un barlume di lucidità, mentre in campo lo smemorato di Novellara, a 12 secondi dalla fine e con in mano la palla della possibile risicatissima e immeritata vittoria, decide che, per essere sicuri di non prenderci, è meglio provare a tirare da tre piuttosto che entrare nell'area deputata e giocarsi se non un canestro in sottomano, almeno due tiri liberi, vuoi non prenderne almeno uno, con quei due greymen che fischiano ad minchiam da una parte e dall'altra... Insomma, la sagra della pallacanestro all'incontrario (ortsenacallap...). Quei trenta-pollastri- trenta che si definiscono Ultras (miserini per quanto riguarda le idee ma dotati di buoni polmoni per tutto il campionato) alla fine non avevano di meglio da fare che prendersela con la genitrice (ahilei) del centro avversario, dotandola, con scarsa dose di galanteria, di attributi virilissimi. Noi, che ormai abbiamo sostituito con il pondus experientiae il giovanile ormone, col sospiro di chi capisce finalmente come vanno le cose in questo mondo, più delusi dalla pochezza del gioco dei nostri "beniamini" che arrabbiati per la strameritata sconfitta, non abbiam potuto far altro che rifugiarci nella nostalgica rievocazione di un glorioso passato che, temo, faticherà non poco a tornare. Il tutto mentre la nostra pizza si freddava nel piatto e, proprio dietro le nostre schiene, la dirigenza della Blu Basket si gustava con piena soddisfazione la cena del vincitore. Nessuno di noi aveva con sè la boccetta del Guttalax.E allora, siòrri e siòrre, torniamo con la mente a quando al posto di Frassineti avevamo un Bonamico o anche "solo" un Sonaglia e il nostro pallone lo portavano Lardo, Lamperti o Mentasti e non Michelon, e i nostri centri si chiamavano non "Giandone" Brigo ma "Superstar" Griffin o "Toro" Landsberger o John Fox, e "Doo Doo" McAdoo ce lo vedevamo girare per la piazza del Zitadon in cerca di un posto ove accompagnare un fumante piatto di lasagna doppio ragù con dell'ottimo cappuccino extra sized e poi, due ore dopo, indossate le Nike numero 54 era già sul parquet a sgomitare come un fabbro ferraio perché non prendere quel rimbalzo o subire una stoppata potevano essere un disonore tale da compromettere la digestione. E i nostri avversari, uditeudite, mica erano i Gamba e gli Aimaretti, nonnò, si chiamavano Meneghin e Joe Bryant, quando non JB Carroll o Bob Morse, e i passaggi li facevano girare Caglieris, Brunamonti (...) o D'Antoni. Già. All things must pass. E allora, per quanto ci diciamo "l'anno prossimo niente abbonamento" - "Basta, emigro a Imola" e altre facezie del genere, sono sicura che tra il ferro da stiro e l'ulcera da pessimo basket casalingo sceglieremo ancora quest'ultimo, con la fondata impressione di andare a fare della beneficenza ma tant'è, non vorrai mica andare a vedere il volley, che sarà anche in serie A ma è uno sport da checche saltellanti e mica da atleti veri e finiti! Sarà un altro anno purgatoriale da Fulgor, chè il Paradiso della Libertas mi sa che è perduto per sempre....
mercoledì 30 aprile 2008
Si fa il ponte!
lunedì 28 aprile 2008
Ci vuole un fisico bestiale...

lunedì 21 aprile 2008
Go, Marghe, go....
"Okay, Marghe, adesso devi entrare in campo come Bobby Jones".
Il canestro è davanti a te ...
lunedì 14 aprile 2008
E adesso aspetterò domani per avere nostalgia...
Mi perdonerà Faber, non ho trovato parole migliori per una giornata come questa in cui, comunque la si intenda, un pezzo della nostra storia si è conclusa. Sarà un bene o sarà un male, lo scopriremo solo col passare del tempo e col succedersi degli avvenimenti. Per ora, rimaniamo così, col groppo in gola, a chiederci se tutte le aspettative che abbiamo nutrito fino a ieri hanno ancora un senso oppure no. Domani, domani avremo tempo per la nostalgia....sabato 5 aprile 2008
Happy blogcreation day
mercoledì 2 aprile 2008
Urca....
venerdì 28 marzo 2008
Tornati alla base
Ti ho cercato, Corto. Più che nel porto di Valletta, ti ho cercato nei vicoli di Mdina e negli angoli di Rabat, tra i luzzu di Marsaxlokk e sugli scogli spazzati dal vento di Bugibba. Sui bastioni di Victoria ho capito che non ti avrei incontrato. Io qui, tu in chissà quale mare del sud del mondo. Ci saranno altre occasioni, Corto Maltese. Prima o poi ... 














